Cosa rende davvero un’organizzazione un ottimo luogo di lavoro per le donne?
La risposta non sta soltanto nella presenza femminile in azienda o nel numero di iniziative dedicate alla parità di genere. Sta soprattutto nell’esperienza concreta delle persone: nella qualità della leadership, nelle opportunità riconosciute, nell’equità delle decisioni e nella possibilità di sentirsi ascoltate, valorizzate e parte dell’organizzazione.
È da qui che parte la Classifica Best Workplaces™ for Women 2026 di Great Place To Work® Italia, costruita ascoltando 80.987 persone appartenenti a 155 organizzazioni.
Quali sono le migliori aziende per cui lavorare secondo le donne nel 2026?
A guidare la Classifica Best Workplaces™ for Women 2026 è H&H Group, multinazionale attiva nel settore della salute, del benessere e della nutrizione familiare.
Al secondo posto si posiziona Biogen, azienda globale nel settore delle biotecnologie, mentre il terzo gradino del podio è occupato da TP, parte del gruppo Teleperformance e attiva nei servizi di customer experience e contact center.
Ma il dato più interessante non è soltanto chi occupa le prime posizioni.
Sono soprattutto le caratteristiche comuni alle 20 organizzazioni premiate a raccontare che cosa significhi costruire un ambiente di lavoro nel quale l’esperienza delle donne sia realmente positiva.
Cosa distingue i Best Workplaces™ for Women dalle altre aziende?
Il primo elemento è la fiducia.
Nelle 20 aziende premiate, il Trust Index™ medio espresso dalle donne raggiunge l’85%, contro il 73% registrato tra le collaboratrici delle altre organizzazioni certificate Great Place To Work®, che a loro volta rappresentano una eccellenza rispetto al panorama italiano (dove la media del Trust Index è tra il 43 e il 44%).
Il Trust Index™ misura la qualità complessiva dell’esperienza lavorativa attraverso cinque dimensioni: credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione.
Dodici punti percentuali di distanza raccontano quindi qualcosa di più ampio della soddisfazione individuale: mostrano quanto sia diverso lavorare all’interno di una cultura nella quale le persone percepiscono relazioni di qualità, comportamenti manageriali coerenti e condizioni organizzative eque.
La distanza è la medesima espressa dal Leadership Index: quello delle donne raggiunge l’85% nei Best Workplaces™, contro il 73% delle altre aziende certificate.
In altre parole, un ottimo ambiente di lavoro per le donne non si costruisce esclusivamente attraverso policy dedicate. Si costruisce soprattutto nel modo in cui l’organizzazione viene guidata ogni giorno.
Quanto conta la presenza delle donne nel management?
Molto, soprattutto quando alla rappresentanza si accompagna un’esperienza organizzativa realmente equa.
Nelle aziende Best Workplaces™ for Women, il 49% delle persone che ricoprono ruoli manageriali è donna. Nelle altre aziende certificate la quota si ferma al 26%, mentre nella media italiana parliamo del 23%. Quasi una manager su due, quindi.
Il dato è rilevante perché porta il tema della parità oltre la semplice presenza femminile nella popolazione aziendale e lo sposta verso uno degli snodi più importanti: l’accesso ai luoghi nei quali vengono prese le decisioni.
Leadership femminile ed esperienza positiva non sono però due fenomeni separati. Le organizzazioni premiate mostrano come rappresentanza, qualità della cultura e fiducia possano rafforzarsi reciprocamente.
Equità sul lavoro: dove si vede davvero la differenza?
La distanza rispetto alla media italiana diventa ancora più evidente osservando alcuni aspetti concreti dell’esperienza lavorativa.
Tra le donne dei Best Workplaces™:
- il 92% percepisce positivamente la familiarità nell’ambiente di lavoro, contro il 47% della norma italiana;
- l’87% consiglierebbe la propria organizzazione come un eccellente luogo di lavoro, contro il 43%;
- l’86% valuta positivamente integrità e supporto, rispetto rispettivamente al 41% e al 43% della norma;
- l’81% riconosce un elevato livello di coinvolgimento, contro il 35%;
- l’80% percepisce imparzialità, rispetto al 34% della media italiana.
Non si tratta quindi di un singolo benefit o di una specifica iniziativa di Diversity, Equity & Inclusion.
La differenza nasce dalla combinazione di molti elementi dell’esperienza quotidiana: come vengono prese le decisioni, come si comportano i manager, quanto le persone possono partecipare e quanto percepiscono che le regole siano applicate in maniera equa.
La parità è già raggiunta? I dati dicono di no
Essere tra i migliori luoghi di lavoro per le donne non significa aver eliminato ogni differenza.
Anzi, proprio l’analisi delle organizzazioni più avanzate aiuta a individuare le aree nelle quali esiste ancora spazio di miglioramento.
Tra i driver analizzati, l’equità nel trattamento rimane uno degli aspetti più delicati: raggiunge il 69% nei Best Workplaces™, un risultato molto superiore al 23% della norma italiana, ma comunque più basso rispetto ad altri indicatori dell’esperienza lavorativa.
Anche le promozioni basate sul merito rappresentano un punto di attenzione. Nei Best Workplaces™ vengono valutate positivamente dal 70% delle donne e dal 68% degli uomini; nelle altre aziende certificate le percentuali scendono rispettivamente al 52% e al 59%.
È un dato importante perché permette di leggere la parità di genere non come un traguardo binario — raggiunto o non raggiunto — ma come un processo organizzativo da misurare nel tempo.
Le donne percepiscono diversamente l’esperienza lavorativa rispetto agli uomini?
Il confronto tra popolazione femminile e maschile restituisce una fotografia interessante.
Nei Best Workplaces™ le valutazioni tendono infatti a essere elevate per entrambi i generi e, in diversi ambiti, molto vicine tra loro.
Il riconoscimento del lavoro svolto raggiunge l’86% tra le donne e l’81% tra gli uomini. L’imparzialità di trattamento indipendentemente dal genere arriva rispettivamente al 96% e al 94%.
Nelle altre organizzazioni certificate emergono invece distanze maggiori: sull’imparzialità legata al genere, per esempio, la percezione positiva è dell’82% tra le donne e del 92% tra gli uomini.
È uno degli aspetti più interessanti della ricerca: le organizzazioni migliori non creano semplicemente un’esperienza più positiva per le donne. Tendono a costruire un ambiente più equo e di maggiore qualità per tutti.
È il principio alla base della filosofia Great Place To Work® For All™: un eccellente luogo di lavoro è tale quando ogni persona, indipendentemente dal proprio ruolo o dalle proprie caratteristiche individuali, ha la possibilità di vivere un’esperienza fondata sulla fiducia.
In quali settori lavorano i Best Workplaces™ for Women?
La classifica 2026 comprende organizzazioni appartenenti a settori molto diversi.
Il più rappresentato è Manufacturing & Production, che raccoglie il 25% delle aziende premiate, seguito da Biotechnology & Pharmaceuticals con il 20% e dai Professional Services con il 15%.
Sono presenti inoltre aziende dei servizi finanziari e assicurativi, retail, advertising & marketing, hospitality e health care.
Anche dal punto di vista dimensionale il ranking è eterogeneo: comprende realtà con poche decine di collaboratori e grandi organizzazioni con oltre 1.000 persone.
Un elemento che rende difficile ricondurre l’eccellenza a un particolare settore o modello organizzativo.
A fare la differenza sembra essere piuttosto la capacità di trasformare equità e inclusione in pratiche organizzative concrete e in un’esperienza riconoscibile dalle persone che lavorano in azienda.
Come viene realizzata la Classifica Best Workplaces™ for Women?
La classifica nasce dall’ascolto diretto delle persone.
Great Place To Work® analizza l’esperienza dei collaboratori attraverso il Trust Index™, il questionario che misura la qualità dell’ambiente di lavoro e il livello di fiducia presente nell’organizzazione.
Per individuare i Best Workplaces™ for Women, l’analisi approfondisce in particolare l’esperienza della popolazione femminile e considera elementi quali il livello di fiducia espresso dalle donne, il confronto con l’esperienza degli uomini, la presenza femminile nell’organizzazione e nel management e alcuni indicatori specifici legati all’equità.
Non si tratta quindi di premiare le aziende sulla base delle sole policy dichiarate, ma di osservare quanto quelle politiche vengono effettivamente percepite e vissute dalle persone.
Ed è probabilmente questa la lezione più importante della Classifica 2026.
La parità non si misura soltanto contando quante donne lavorano in azienda.
Si misura osservando quale esperienza vivono una volta entrate, quali opportunità hanno, quanto vengono ascoltate e quanto possono incidere sul futuro dell’organizzazione.
Scopri i 20 Best Workplaces™ for Women 2026
Quali sono tutte le aziende che stanno costruendo alcuni dei migliori ambienti di lavoro in Italia secondo le donne?
Scopri le 20 organizzazioni premiate, il loro posizionamento e le aziende che stanno trasformando fiducia, equità e valorizzazione delle persone in una pratica quotidiana.