Cos'è la classifica Best Workplaces for Trusted Leadership
Attrarre giovani talenti non significa soltanto adottare modalità di lavoro più flessibili o parlare il linguaggio delle nuove generazioni. Significa creare organizzazioni nelle quali le persone possano contribuire, sperimentare, sviluppare le proprie competenze e riconoscersi nella qualità della leadership.
La nuova Classifica Best Workplaces™ for Gen Z 2026 premia le 20 aziende italiane in cui i collaboratori appartenenti alla Generazione Z vivono la migliore esperienza lavorativa.
Il ranking è stato realizzato ascoltando 5.048 collaboratori nati dal 1998 in poi, all’interno di un campione complessivo di quasi 40.000 persone appartenenti a 92 organizzazioni. I risultati mostrano una distanza significativa tra le aziende premiate e la media del mercato italiano: nei Best Workplaces™ for Gen Z, il livello medio di fiducia e soddisfazione raggiunge l’88%.
La Classifica Best Workplaces™ for Gen Z 2026
A guidare la Classifica 2026 è Edera Nordest, seguita da Bending Spoons e Quantyca.

Le aziende sono state premiate sulla base delle opinioni espresse direttamente dai propri collaboratori più giovani, attraverso il questionario di clima organizzativo di Great Place To Work®.
Per accedere alla classifica, le organizzazioni dovevano inoltre rispettare alcuni requisiti minimi, tra cui la presenza di almeno 20 collaboratori e una quota di rispondenti appartenenti alla Generazione Z pari almeno al 10% del campione aziendale.
Cosa rende un’azienda attrattiva per la Generazione Z
I dati della ricerca mettono in discussione una rappresentazione spesso semplicistica dei giovani nel mondo del lavoro.
Per la Generazione Z, un buon ambiente professionale non è definito esclusivamente dalla flessibilità, dai benefit o dall’utilizzo delle nuove tecnologie. A fare realmente la differenza sono soprattutto la possibilità di essere ascoltati, la qualità dei comportamenti manageriali, le opportunità di crescita e lo spazio concesso alla sperimentazione.
Il Trust Index™ medio, che misura la qualità complessiva dell’esperienza dei collaboratori attraverso le dimensioni di credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, raggiunge l’88% nelle aziende Best, rispetto al 42% della norma italiana.
Ancora più ampio è il divario relativo alla leadership. Il Leadership Index, che analizza la qualità dei comportamenti agiti da direzione e responsabili, raggiunge il 90% nei Best Workplaces™ for Gen Z, mentre la media italiana si ferma al 39%.
Questi risultati suggeriscono che le organizzazioni più apprezzate dai giovani non si limitano ad attrarli attraverso una buona proposta iniziale, ma sono capaci di costruire nel tempo una relazione fondata sulla fiducia.
Ascolto e valorizzazione dei contributi
La differenza più significativa riguarda la possibilità di partecipare alla vita dell’organizzazione.
Nei Best Workplaces™ for Gen Z, il 90% dei giovani ritiene che le persone siano ascoltate e che i loro contributi vengano valorizzati. Nella media italiana, la stessa percezione riguarda soltanto il 28% dei collaboratori appartenenti alla Generazione Z.
Il divario di 62 punti percentuali evidenzia quanto l’ascolto rappresenti una componente sostanziale dell’esperienza lavorativa. Non è sufficiente raccogliere opinioni: i giovani vogliono vedere che le proprie idee possono essere considerate, discusse e trasformate in decisioni o iniziative concrete.
Un’organizzazione realmente attrattiva è quindi quella che riconosce le nuove generazioni non soltanto come persone da inserire e formare, ma come interlocutori capaci di portare prospettive, competenze e nuovi modi di interpretare il lavoro.
L’innovazione nasce dalla possibilità di sperimentare
L’innovazione è uno degli elementi che caratterizzano maggiormente l’esperienza dei giovani nelle aziende premiate.
Alla domanda relativa alle opportunità avute nell’ultimo anno per sviluppare modalità di lavoro nuove e migliori, il 48% dei collaboratori Gen Z delle aziende Best dichiara di averne avute molte. Nella norma italiana, la stessa risposta viene indicata soltanto dal 6%.
Al contrario, il 52% dei giovani inseriti nelle aziende appartenenti alla media nazionale dichiara di avere poche o nessuna possibilità di innovare. Nei Best Workplaces™ for Gen Z questa percentuale scende all’11%.
Il dato mostra che l’innovazione non dipende solamente dalla presenza di tecnologie avanzate o dall’appartenenza a settori digitali. È soprattutto il risultato di un contesto nel quale le persone si sentono autorizzate a proporre soluzioni, mettere in discussione le modalità consolidate e imparare anche attraverso la sperimentazione.
Coerentemente, l’83% dei giovani delle aziende Best riconosce un ambiente favorevole alla formazione e all’innovazione, rispetto al 26% della norma italiana.
Crescita professionale e qualità della leadership
La possibilità di immaginare il proprio futuro all’interno dell’organizzazione costituisce un altro fattore determinante.
Nei Best Workplaces™ for Gen Z, l’84% dei collaboratori più giovani riconosce opportunità di crescita e sviluppo professionale, contro il 29% della media nazionale.
Accanto allo sviluppo, emerge con forza il ruolo della leadership. Il 93% dei giovani nelle aziende premiate valuta positivamente la competenza della direzione, rispetto al 36% della norma italiana. La coerenza dei responsabili raggiunge invece il 91%, contro il 33% del mercato.
Per i giovani, la leadership non è dunque un elemento distante o puramente gerarchico. La qualità dei manager viene valutata attraverso comportamenti osservabili: la capacità di prendere decisioni credibili, comunicare in modo trasparente, ascoltare, garantire equità e mantenere gli impegni assunti.
Quando queste condizioni sono presenti, i collaboratori possono costruire un rapporto di fiducia con l’organizzazione e percepire il lavoro come uno spazio nel quale investire realmente sul proprio sviluppo.
Tecnologia e servizi professionali tra i settori più rappresentati
La composizione della classifica evidenzia una presenza particolarmente significativa delle aziende appartenenti al settore dell’Information Technology, che rappresentano il 35% delle organizzazioni premiate.
Seguono i servizi professionali, con il 25%, mentre ospitalità, servizi finanziari e assicurativi e retail rappresentano ciascuno il 10% della classifica. Advertising e marketing e manifattura e produzione completano il ranking con una quota del 5% ciascuno.
La distribuzione per dimensione restituisce invece un panorama eterogeneo:
- il 35% delle aziende è composto da realtà con meno di 50 collaboratori;
- il 25% appartiene alla fascia tra 50 e 149 persone;
- un ulteriore 25% comprende organizzazioni tra 150 e 499 collaboratori;
- il restante 15% è rappresentato da aziende con almeno 500 persone.
La capacità di costruire un’esperienza positiva per la Generazione Z non appare quindi legata a una specifica dimensione organizzativa. Aziende giovani e consolidate, realtà locali e gruppi internazionali possono creare ambienti attrattivi, purché sviluppino una cultura fondata sull’ascolto, sulla fiducia e sulla partecipazione.
La presenza della Generazione Z nelle aziende continua a crescere
Nel triennio analizzato da Great Place To Work®, il peso dei collaboratori nati dal 1998 in poi è aumentato progressivamente, passando dal 5% al 13% della popolazione aziendale.
Si tratta di una trasformazione destinata a incidere non soltanto sulle politiche di recruiting, ma anche sui modelli di leadership, sui percorsi di carriera e sulle modalità con cui le organizzazioni progettano l’esperienza delle persone.
«I giovani nati dal 1998 in poi non si accontentano più dei vecchi paradigmi professionali, ma cercano trasparenza, equità e soprattutto una leadership capace di ascoltare e guidare con coerenza. In un contesto di invecchiamento demografico, la capacità delle aziende di attrarre e trattenere i profili junior è il vero vantaggio competitivo concreto.»
Alessandro Zollo, CEO di Great Place To Work® Italia
In una popolazione lavorativa destinata progressivamente a invecchiare, attrarre e trattenere i profili più giovani diventa una priorità strategica. La Generazione Z porta competenze fondamentali per accompagnare la trasformazione digitale, ma chiede alle aziende un’esperienza credibile, trasparente e coerente.
Le organizzazioni che sapranno rispondere a queste aspettative non saranno semplicemente più interessanti per i giovani. Saranno anche maggiormente preparate ad affrontare il ricambio generazionale e a costruire il proprio futuro.
Come diventare un Best Workplace™ per la Generazione Z
La Classifica Best Workplaces™ for Gen Z dimostra che l’attrattività non nasce da iniziative isolate o da una comunicazione rivolta esclusivamente all’esterno.
Per diventare un luogo di lavoro capace di coinvolgere le nuove generazioni è necessario partire dall’ascolto della loro esperienza reale e comprendere quali elementi rafforzano oppure indeboliscono la fiducia nell’organizzazione.
Attraverso il Trust Index™, Great Place To Work® permette alle aziende di misurare la qualità dell’esperienza dei collaboratori, confrontare i risultati con benchmark affidabili e identificare le priorità sulle quali intervenire.